domenica 12 febbraio 2012
domenica 25 settembre 2011
GIACCHINO A FASCE (DI COLORI)
Anche per questo giacchino ho seguito le indicazioni riportate sul sito di Marica
e anche se il modello riportato sul sito era eseguito in cotone, io l'ho realizzato in lana in previsione del freddo inverno tedesco.. il giacchino è infatti "volato" a Stoccarda dalla figlia di una mia cara amica che ha appena partorito il piccolo Samuele!
ll carico di regali prevedeva anche un coprifasce ad incrocio realizzato da me e un copripiumino in flanella invece ricamato dalla mia amica Ezia.
Vi farò vedere presto le altre foto, il tempo di chiedere ad Ezia il permesso di pubblicarle!
Ciao
Franca Rita
sabato 24 settembre 2011
GIACCHINO PUNTO RISO
Per questo giacchino ho seguito le indicazioni (in francese!) riportate sullo splendido sito "la maglia di marica".
Ho utilizzato i ferri 3 e 1/2 e così ho ottenuto una taglia in più per Sara, nata a luglio e in previsione dell'inverno! Non è stato difficile e ho anche scoperto che punto mousse in fracesce è punto legaccio in italiano (per le farfalline)! per il resto la traduzione non è stata difficile..
Grazie comunque a Marica per aver scovato in internet un modello così carino!
Franca Rita
venerdì 14 gennaio 2011
Natale: tra passato e futuro
Il Natale è la festa dell’attesa, della nascita, della luce, della famiglia dei ricordi, della nostalgia, della speranza, perché nasce un Bambino. Nasce Gesù bambino.«Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.»dice il vangelo. L’attesa, come in ogni festa,è la parte più bella,coinvolge tutta la famiglia ed è ricca di buoni propositi e di speranza.
Momenti particolari si vivono preparando i vari addobbi, dove ognuno ha un ruolo che sembra assegnato da anni soprattutto mentre si fa il presepe con la sacra famiglia, l’angioletto, i pastori, il muschio, la terra,le belle casette di cartone e i vari personaggi tutti hanno, un nome e varie storie che si rivivono più o meno ogni volta, i re magi che partono da lontano e giorno dopo giorno arrivano davanti alla capanna per il giorno dell’Epifania con la stella cometa. Quest’anno c’era nel presepe anche una bella candela sempre accesa e i fiori. Poi ci sono tutti gli altri addobbi che si vanno perfezionando nei giorni per essere al massimo dello splendore per il 25 dicembre, in particolare le luci. Un’atra cosa che mi piace veramente tanto sono le musiche, i canti classici e i cori bellissimi. Il Natale è la festa appena passata ancora si sta vivendo di quell’atmosfera ,ma nella mente e in alcuni discorsi già c’è il futuro 25 dicembre, iniziando cosi il conto alla rovescia dei mesi che mancano.
Quest’anno mia figlia mi ha detto che una sua amica per il pranzo di Natale aveva fatto il brodo di cappone,questa cosa mi ha scatenato una serie di ricordi, ora ne descrivo qualcuno. Anche mia nonna preparava il cappone; per tempo, sceglieva i polli più giovani e più belli due o tre, perche c’era sempre qualche persona di fiducia e amico a cui regalarne uno) si sedeva con il pollo che teneva legato, strappava un po’ di penne al punto che lei sapeva poi disinfettava con la tintura di iodio e con le forbici faceva un piccolo taglio, con le dita staccava i granelli cosi diceva lei, e con l’ago e il filo di rocchetto nero ricuciva. Io che le stavo sempre vicino (facevo da infermiera) chiudevo gli occhi e li riaprivo quando liberava il pollo che poverino barcollava un po’ ma dopo qualche giorno era come prima. Quando le chiedevo perché faceva quella cosa mi rispondeva:«cosi non corrono dietro le galline e mettono più carne e per Natale facciamo il brodo con i quadrucci.» Oggi penso si farà chimicamente.
Ricordando poi i pranzi di Natale viene spontaneo pensare alle belle letterine che la maestra ci comperava, con quelle belle immagini alcune avevano anche i brillantini ed alcune erano tridimensionali (ora possono sembrare sciocchezze ma allora era un sogno) e che il giorno prima delle vacanze ci faceva scrivere dettando le belle frasi di promesse di essere più buoni e tutte iniziavano con caro Gesù bambino. Quanta attenzione, quasi un’ansia per non sbagliare e scrivere in bella grafia (ma qualche pasticcio quasi sempre succedeva).
I nonni materni non vivevano con noi ma per il pranzo di Natale venivano sempre a casa nostra. La letterina, con la complicità della nonna che viveva invece con noi, ma penso di tutti, si nascondeva per bene, o sotto il piatto o tra le pieghe della salvietta e…. guarda caso veniva scoperta a fine pranzo quando si tagliava il panettone che era una rarità (a noi ce lo mandava la zia che si era trasferita a Como, sul cartone che lo conteneva c’era ritrattato il duomo di Milano).
Da noi invece c’erano le ciambelle al latte, al vino e quelle "scottolate". Poi si leggeva con espressione la letterina ad alta voce, si recitava la poesia e si riceveva l’offerta perché i giocattoli li portava la befana. Tutta la cucina era riscaldata dal camino sempre acceso e con i ciocchi più grandi perché si doveva riscaldare il Bambinello dicevano i grandi.
Quest’anno a rendere ancora più bello il Natale c’è stata Francesca la neonata figlia della coppia di signori rumeni che ormai da anni sono qui da noi alla quale dovrò fare da madrina. Quando sono andata a casa loro per la prima volta a fare visita ,come si usa, ho notato alcune differenze nei modi di fare, nelle usanze ecc come è per tutti i popoli.
Una cosa in particolare mi ha colpito in un angolo della culla dove dormiva la bambina c’era poggiata la Bibbia , io pensavo che fosse li per caso invece quando ho chiesto mi hanno detto che è una loro usanza cosi prima che viene battezzata Dio parla con lei.
domenica 5 dicembre 2010
venerdì 26 novembre 2010
SCRIVERE UNA FAVOLA (2)
Non torno dal mercato se non ho acquistato lane, cotone, lino, piquet, mussola, fustagnina … c’è una bancarella che vende tutti questi tessuti di qualità per corredi.
Il ricamo è una passione di famiglia, ho dei bei pezzi di corredo di mia nonna e di mia madre e spero tanto questa passione la eredi anche mia figlia (che per ora ha solo la passione dei ferri e della maglia, ma prima o poi la convincerò! J).
A dire il vero non sono proprio brava e vorrei imparare anche punti più impegnativi.
Questo lenzuolino è di lino bianco utilizzato per fare gli asciugamani da corredo, misura 120x70 cm.
Ho fatto un orlo a giorno di 4 cm sfilando 5 fili ed uno di 1 cm sfilando un filo per orlo finale.
Poi, da dei vecchi Rakam, ho ricavato il disegno mettendo più pezzi insieme: una casetta, chiesa, nuvole e sole, paperette, una lepre che zompetta tra fragole, fiorellini e farfalle.. ho ricamato con i punti più semplici (punto erba, punto margherita, punto festone).
A lavoro finito l’ho definito la favola di “Cappuccetto rosso” (la bimba dalla treccia bionda con il cestino per la merenda) peccato però che al posto del lupo ho ricamato un cane! J
Franca
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